Modello in gesso della “Pala di Canossa”

Autore
Adani Carmela
Tecnica
Altorilievo
Supporto
Gesso
Dimensioni
Lungh.: cm. 120 Alt.: cm. 188
Datazione
1952

L’opera rappresenta il modello in gesso per la “Pala di Canossa”, anche detta “Pala di San gregorio Magno, altorilievo databile al 1952,  eseguita per l’altare di San Gregorio VII nella Chiesa di Regina Pacis in Reggio Emilia.
La pala marmorea venne eseguita negli anni immediatamente successivi per l’altare di San Gregorio VII nella Chiesa di Regina Pacis in Reggio Emilia,  con la composizione figurativa in pietra di Vicenza e la cornice recante il “tralcio abitato” in marmo di Valpolicella.

Negli anni seguenti al termine della seconda guerra mondiale e sino al 1956 la Città di Reggio fu impegnata nella realizzazione di un voto elevato alla Beata Vergine della Ghiara nei primi giorni dell’aprile 1945, dopo che 22.000 bombe erano già cadute sulla città facendo numerose vittime. Il Vescovo, Mons. Eduardo Brettoni aveva radunato nel Santuario i fedeli “spauriti e tremanti” come ricorda una cronaca dell’epoca, e tutti avevano partecipato al voto della erezione di un Tempio alla “Regina Pacis” se la Città fosse stata risparmiata da nuovi massacri. Nove giorni dopo Reggio era liberata e salva.

Il Vescovo morì il 13 novembre 1945 e la conduzione artistica della nuova Chiesa fu assunta da Monsignor Leone Tondelli, celebre storico del cristianesimo. Secondo la sua ispirazione l’idea visiva dell’architettura doveva allacciarsi ai grandi eventi della Chiesa reggiana e dimostrarne il carattere: il segno più alto di tale storia, ricco per di più della maestà e della primazìa papale, era senza dubbio l’episodio di Canossa. La scelta “canossiana” influenzò in senso neo-romanico l’edificio sacro, con la relativa distribuzione interna dei siti liturgici, come il fonte battesimale e gli altari minori. Sulla facciata, in alto, doveva sedere grandeggiando la Regina della Pace portante il Bambino Gesù benedicente. La scultrice Carmela Adani (1899 – 1965), correggese sin dall’infanzia, fu incaricata delle opere marmoree; così si attenne all’entusiasmo dell’incipiente “ars canusina” e pure ai profondi studi matildici che stavano rifiorendo in seno alla Deputazione di Storia Patria.

Tutta la sfera storica implicava la celebrazione imprescindibile del famoso incontro tra l’Imperatore Enrico IV e il Papa Gregorio VII, avvenuto sulla “bianca rupe” nell’inverno del 1077. L’altare minore di destra fu dedicato al Santo Pontefice e l’artista si applicò profondamente nello scolpire la grande pala: in essa l’evento accade con una sintesi figurativa che concentra nella fortezza morale dei personaggi positivi tutta la vicenda, ovvero l’assoluzione dalla scomunica che viene concessa all’Imperatore. Accanto al trono stanno, alla destra del Pontefice, Matilde di Canossa “la Gran Contessa” che aveva costretto il cugino alla penitenza e alla conversione, la duchessa Adelaide di Susa che era la madre della sposa di Enrico IV, anch’essa decisa consigliera; alla sinistra compare l’ascetico Abate di Cluny, condottiero spirituale di tutta l’Europa benedettina, e il giovane diacono che regge la Croce: simbolo supremo di fede e di carità.

Giuseppe Adani