Mantegna Andrea
Isola di Carturo (PD), 1431 - Mantova, 1506
Andrea Mantegna è stato un pittore del Rinascimento italiano, di notevole influenza, noto per i suoi esperimenti sulla prospettiva e l’illusione spaziale. La sua opera è nota per aver influenzato i grandi pittori del tempo, compresi il tedesco Albrecht DĂĽrer e gli italiani Giovanni Bellini e Leonardo da Vinci.
Gran parte della sua ambiziosa vita artistica si sviluppò dopo che lasciò la sua cittĂ natale, Padova. In precedenza si formò, a partire dagli undici anni, sotto la tutela di un altro pittore padovano, Francesco Squarcione (1397-1468), che gli trasmise l’amore per l’arte dell’antica Roma. Nonostante fosse l’allievo preferito di Squarcione, rimase deluso del maestro quando questi approfittò del suo lavoro. A diciassette anni lasciò Padova, senza mai farvi ritorno, mettendo alla prova le proprie ambizioni a Verona, Mantova, Roma e probabilmente Venezia e Firenze.
Le sue prime prove a Padova contano una pala d’altare per la chiesa di santa Sofia (1448) e le decorazioni per la cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani. Molte di queste opere furono distrutte nel 1944, sotto i bombardamenti della II guerra mondiale. Realizzò anche due affreschi di santi, all’ingresso della chiesa di sant’Antonio e, nel 1453, una pala d’altare per la chisa di santa Giustina a san Luca. L’affresco della cappella Ovetari è sopravvissuto negli schizzi che aveva preparato e mostra un’insolita prospettiva a occhio di verme dell’esecuzione di san Giacomo. In questi abbozzi ed esperimenti spaziali usò la prospettiva a occhio di verme anche per la Santissima TrinitĂ Â con la Vergine, San Giovanni e due donatori.
Una volta pupillo di Squarcione, l’amore per lo studio di Mantegna lo agevolò durante l’apprendistato che svolse presso il pittore Jacopo Bellini (1396-1470). Bellini gli diede anche la mano di sua figlia, che Mantegna sposò nel 1453. Prima di raggiungere la posizione di pittore di corte per Ludovico Gonzaga a Mantova, nel 1459 Mantegna realizzò una pala d’altare della Madonna con angeli e santi, per la chiesa di san Zeno Maggiore. In seguito realizzò vari capolavori, alcuni dei quali ritratti della famiglia Gonzaga, in quella che oggi è chiamata Camera degli Sposi. Gli anni presso la corte dei Gonzaga furono vissuti molto serenamente dall’artista.
La vita di Mantegna, tuttavia, conobbe negli anni successivi molta sofferenza, a causa della morte del suo mecenate Ludovico, della moglie e del figlio Bernardino. Mantegna rimase afflitto per molti anni e riscoprì il proprio talento solo quando Francesco Gonzaga di Mantova gli commissionò dei lavori. Nel 1488 lavorò a Roma, in Vaticano, a degli affreschi per papa Innocenzo VIII. Per un artista abituato alla libertĂ creativa di Mantova fu un’esperienza soffocante. Riscoprì tale libertĂ quando tornò in cittĂ , sotto l’influenza culturale di Isabella d’Este, moglie di Francesco Gonzaga, per la quale Mantegna lavorò a corte.
Mantegna realizzò anche una serie di incisioni, attribuitegli dal biografo Giorgio Vasari, dato che l’artista non le firmò nĂ© datò. La collezione dei suoi capolavori è ammirabile presso gli Uffizi di Firenze, il Louvre di Parigi, la Dresden Gallery, la National Gallery of Art di Washington DC e in musei, gallerie e luoghi storici tra Berlino, Copenhagen, Londra, Milano, Madrid, Venezia e Verona.
Museo Il Correggio