Musei Il Correggio

Il fascino dell'araldica

Il fascino dell'araldica



Questo bello stemma campeggia nel fregio che orna la "Sala del Camino. Raffigura, a sinistra guardando (destra araldica) lo stemma dei da Correggio, con le caratteristiche tre fasce di rosso e bianco sormontate dall'aquila e dai leoni affrontati (cioè posti l'uno di fronte all'altro) e a destra (sinistra araldica) il leone rampante e coronato dei da Brandeburgo. E', infatti, lo stemma di Francesca di Brandeburgo, vedova di Borso da Correggio, che volle la costruzione del palazzo.


Feroce in battaglia



Chi osserva lo spettacolare portale istoriato del Palazzo dei Principi, può notare che al centro dell'architrave lo stemma della famiglia è sorretto dalle zampe di due bizzarri animali. Si tratta di due grifoni, seduti e affrontaii, cioè posti l'uno di fronte all'altro, faccia a faccia. Il grifone era un animale fantastico. Aveva busto, collo, testa e ali d'aquila, la parte posteriore e la coda di un leone, i piedi anteriori con lunghi artigli e orecchie aguzze come quelle dei cavalli.
In araldica simboleggia la ferocia. Nel nostro caso allude alla "ferocia", cioè al valore in battaglia dei da Correggio.






L'elegante vera da pozzo che accoglie i visitatori del Palazzo appena entrati, sulla destra, in origine non si trovava all'interno del Palazzo stesso, ma nell'attuale Piazza Garibaldi. Venne collocata negli anni Trenta del secolo scorso da Riccardo Finzi.

L'iscrizione riporta il nome di colui che la volle, Giberto X da Correggio (o VII, secondo una diversa e più moderna numerazione)  e la data di realizzazione (1507), un anno prima del completamento del Palazzo. Sotto troviamo gli stemmi di Giberto (sinistra guardando) e, a destra, quello della prima moglie, Violante Pico, figlia di Antonio Maria Pico, Conte di Concordia, e di Costanza Bentivoglio dei Signori di Bologna.

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