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Gli arazzi di Correggio

Gli arazzi di Correggio - particolari



Nella "Caccia alle anatre e agli aironi", compare questa bella scena di svago e festa, dove i nobili convenuti si trattengono facendo uno spuntino allietati dalla musica. La dama al centro è oggetto di pesanti attenzioni da parte di un cavaliere che approfitta del fatto che ella deve tenere, sull'avambraccio sinistro, un falco da caccia incappucciato, probabilmente uno smeriglio. Discutibile privilegio per la dama di più alto rango della compagnia.



Che animale è questo raffigurato in una delle bordure? Si tratta del basilisco, che compare in una delle bordure ritagliate dagli arazzi di Cornelius Mattens.
Animale fantastico, compare nella mitologia  e nelle leggende greche ed europee, strettamente imparentato con salamandre e draghi.
Secondo Plinio il Vecchio, era velenosissimo, capace di uccidere con il solo sguardo o il fiato, capaci di pietrificare, incenerire o seccare tutto quello con cui veniva a contatto.





 

Questi gentiluomini stanno cacciando o si apprestano a cacciare anatre e aironi presenti in alcuni stagni. Mentre uno sullo sfondo dà alcune istruzioni a una gentildonna che regge un archibugio, in primo piano un cacciatore con la sua arma sulla spalla assiste. Ma dov'è il sacro e dove il profano? Si tratta di un gioco di parole che nasce dalla tradizione armiera del XVI e XVII secolo. Con l'espressione "Dodici Apostoli" venivano indicati i dodici contenitori, di legno o carta, di colpi di pronto impiego legati alla bandoliera del soldato. Per assimilazione, i "Quattro Evangelisti" erano i quattro contenitori che pendevano dalla fiasca della polvere, come possiamo facilmente notare sulla schiena del gentiluomo in primo piano, ma anche sul fianco del cacciatore, in secondo piano, che sta prendendo la mira.



 
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