Musei Il Correggio

La zecca di Correggio

La zecca di Correggio





Concessa a Girolamo, Fabrizio, Camillo e  Giberto da Correggio dall'imperatore Ferdinando I il 16 maggio 1559, la zecca iniziò le coniazioni il 4 giugno (festa di S. Quirino, Patrono della città) 1659 sotto l'esperta guida dello zecchiere reggiano Signoretti. Fu attiva, con alterne vicende anche giudiziarie, fino al 1630. Furono emesse monete sovente di altissima qualità, ma anche pezzi assai discutibili (imitazioni e falsi) che a lungo andare ne minarono la credibilità. Esempio della qualità raggiunta dalle prime monete correggesi è la doppia d'oro, del valore di due scudi, di cui vengono mostrati il recto con l'arme della famiglia e il verso con la Vergine e il Bambino. Fu coniata nel primo periodo attività, tra il 1569 e il 1580 e non riporta i nomi dei conti di Correggio.
La moneta fa parte della ex Collezione Lusuardi.


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Camillo da Correggio è stato l'ultimo della sua famiglia a battete monete d'oro. Nelle specifico l'ongaro, a imitazione di un'analoga moneta battuta per l'Ungheria nella zecca di Kremnitz. Del valore di 6 lire e 10 soldi (contro 7.4 dell'originale), presenta nel diritto il  Camillo di fronte, in armatura, con la sinistra sulla spada e la destra che regge il bastone del comando.
Queste monte sono dette anche "ongari bragoni" per i larghi calzoni alla moda che il conte indossa.
Nel rovescio possono comparire lo stemma della famiglia, la Beata Vergine con il Bambino o l'aquila bicipite coronata e a volo spiegato.



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E' una delle monete più curiose ed enigmatiche tra quelle coniate dalla zecca di Correggio, sia nel diritto che, soprattutto, nel rovescio.
Il ritratto di Siro è accompagnato da una legenda dove compare DNS per Dominus, Signore: perchè non Comes o Princeps? Nel retro un cuore è trafitto da quattro frecce in una curiosa posizione. Anche la legenda che vi compare solleva numerosi problemi: SIGNAT GRATIOSA NOM. Un vero rebus che numerosi studiosi hanno interpretato in modi del tutto differenti.

 

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Un cuore dolente o festante?



Per non lasciare troppa suspence attorno a questa moneta, eccoci a ricordare le contrastanti spiegazioni che sono state del cuore trafitto che compare nel rovescio della moneta, della quale è ignota anche la data di coniazione: al tempo di Siro Principe (161-1630) oppure di Siro Conte (1605-1616). Oggi si propende per la seconda data.
E il cuore? Si è pensato a un messagio lanciato da Siro quando gli vennero lanciate accuse di illegittimità nel 1612, oppure nel 1623, quando vennero solletave le prime contestazioni sulla zecca. Ugo Bizzarri ha riconosciuto nella disposizione delle frecce il monogramma AN, iniziali di Anna Pe(l)oni o Pennoni, sposata segretamente da Siro il 3 febbraio 1621.
Abbiamo quindi, a seconda dell'ipotesi che si abbraccia (le prime due contrastano non poco con le prassi del tempo, come pure la scelta di una moneta di piccolo conto anzoichè una di ostentazione), un cuore dolente o un cuore festante.


 



 
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