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La leggenda delle origini dello stemma dei da Correggio

La leggenda delle origini dello stemma dei da Correggio


 

Lo scudo di Manfredo da Correggio presente in uno dei capitelli della chiesa di S. Francesco mostra, sotto l'aquila monicipite e i due leoni affrontati, lo stemma antico dei da Correggio di rosso alla fascia d'argento (bianco). La leggenda dell'origine di questo stemma la si deve a Rinaldo Corso. Secondo la sua narrazione, Giberto I da Correggio, al seguito di Carlo Magno, la notte prima di una battaglia contro i Longobardi, ebbe in sogno la visione della Beata Vergine che l'avrebbe cinto di una fascia bianca tra due vermiglie prennunciandogli la vittoria. Una leggenda davvero intrigante. Ma fu completamente e solamente "farina del sacco" di Corso?


 

Federico Barbarossa consegna  a Leopoldo V di Babenberg la nuova bandiera con i tre colori (H. Part, ca. 1490)

 

I colori rosso - bianco - rosso che compaiono nell'arme antica dei da Correggio sono analoghi a quelli della bandiera austriaca, già noti attorno al 1230 come i colori della potente famiglia Babenberg che fin dal X secolo governava l'Ostmark (più tardi Österreich, cioè Austria), che comprendeva anche una parte della valle del Danubio.

Varie sono le leggende fiorite attorno all'origine di quel vessillo. La più nota rimanda alle vicende dell'assedio e della presa di San Giovanni d'Acri durante la III Crociata (1189-1191). In quell'occasione, durante una battaglia  il duca Leopoldo V di Babenberg  indossò una tunica bianca, la battaglia fu così sanguinosa che la tunica diventò tutta rossa e rimase bianca solo nella parte coperta dalla cintura che reggeva la spada. Dopo l'estinzione della famiglia nel 1246, i colori rimasero un distintivo dei territori che avevano governato e quando gli Asburgo divennero reggenti nell'Arciducato d' Austria (a partire dal 1282) integrarono questi colori nel loro stemma.
Non è difficile, a questo punto, vedere un forte punto di contatto con la leggenda correggesca che Rinaldo Corso "costruito'", con tutta verosimiglianza, proprio a partire da quella asburgica.


 
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