Musei Il Correggio

Lo stemma della CittÓ di Correggio

L'attuale stemma della città di Correggio, che araldicamente viene descritto come d’azzurro, caricato del sole d’oro circondato da una correggia pure d’oro, è il frutto di un lungo percorso storico iniziato nei primissi anni del XVI quando se ne conoscono le prime immagini. E' il caso del basamento del reliquario del braccio di San Quirino, del 1507, dove compare la correggia annodata e con un lungo pendente, secondo le consuetudini del tempo.
Per alcuni secoli è solo la correggia, di forma variabile (a ellisse o a cerchio, annodata o cona la fibbia a sinistra o destra) a comparire nello stemma della Comunità correggese. Ne abbiamo numerose testimonianze in sigilli, lapidi, monete.
Dai primi esempi  dov’era semplicemente annodata, si passa già nella seconda metà del XVI secolo alla versione definitiva con la presenza della fibbia.
L’altro elemento caratterizzante dello stemma è il sole, compare molto più tardi, poco prima della metà del Seicento. Un sigillo del 1635 ce ne mostra la presenza allinterno della correggia.
Per un breve periodo  la sua rappresentazione è duplice: il sole “semplice” e il “sole araldico”, cioè raffigurato con una faccia da uomo e con un numero variabile da 12 a 24 raggi.
E’ quest'ultimo lo stemma che, sia pure con tutti i numerosi adattamenti grafici ed estetici susseguitisi nel corso di quattro secoli, dopo essere stato ufficialmente riconosciuto nel 1928, viene ancor oggi utilizzato.
Osservando l'attuale gonfalone del Comune si nota, sopra lo stemma,  la presenza di una corona turrita con 5 torri. E’ la “corona di città”, rango che Correggio ha fin dal 16 maggio 1559, quando l'imperatore Carlo V, per premiare i da Correggio della loro fedeltà, elevò Correggio al rango di città, concedendo altresì la facoltà di battere moneta.
Fin dall'epoca estense lo stemma cittadino presentava una corona di contea (comitale) con le consuete sedici perle, di cui nove visibili, che in alcune varianti si riducono a sette.
Nell’Ottocento fu sporadicamente utilizzata anche la cosiddetta “corona comitale tollerata”, cioè con le perle sostenute da grosse punte.
Nel 1928, infine, il decreto  portò a una radicale trasformazione della corona. A quella comitale, tradizionalmente in uso da almeno due secoli,  il decreto del Capo del Governo sostituì la corona da comune, con sedici torri di cui nove visibili e di colore argenteo, anzichè quella di città come storicamente corretto.
Nel 1975 si pose rimedio a questo errore. Nel nuovo gonfalone di quell’anno, infatti, la corona muraria da comune venne sostituita da quella da città (con otto torri di cui cinque visibili), sebbene per un curioso caso di ibridazione il colore rimase quello argenteo al posto di quello corretto d’oro, che ancor oggi caratterizza lo stemma cittadino.
In quell’anno il gonfalone cittadino presentava un fondo bianco, sebbene la normativa vigente prevedeva che il colore fosse tratto fra quyelli presenti nello stemma. Nel 1998 il Comune e ottenne un nuovo gonfalone così descritto: drappo giallo, caricato dallo stemma civico, recante la denominazione della Città. Sebbene rispondente alle normative, ma non nel colore del fondo (il campo del drappo deve essere uguale a quello dello stemma, che è blu), il gonfalone non venne mai realizzato.
Di un altro gonfalone con il fondo cremisi, in uso almeno nel 1980, rimane traccia fotografica.

Gabriele Fabbrici


Per approfondire
G. Mantovani, Lo stemma del Comune di Correggio, in "Correggio produce", Correggio 2012, pp. 115-135.
 
Virtual Tour


CATALOGO OPERE
ibc patrimonio culturale
In collaborazione con Spal