Musei Il Correggio

Camillo Bertolini

Camillo Bertolini designer
 
Conservato presso il Museo civico il “Correggio”, l’archivio di Camillo Bertolini (1890 – 1955), attivo in Correggio e provincia nella prima metà del XX secolo conta oltre  800 pezzi, fra disegni di varia natura, paesaggi fantastici,  studi anatomici e di figure umane,  schizzi di animali, giocattoli, carri e scene allegoriche,  riquadri fantasiosi, monumenti scultorei.

La parte più interessante è certamente quella relativa all’attività di architetto e  “designer” o arredatore di interni, nella quale Bertolini mostra tutta la sua conoscenza verso gli stili delle avanguardie di quegli anni e la sua capacità grafica di realizzare oggetti alla moda, eleganti e raffinati, anticipando la grande stagione del design nazionale che si svilupperà nella seconda metà del Novecento.

Un recente e fondamentale studio di Alessandra Mantovani ha finalmente restituito ai correggesi e non solo un protagonista della cultura reggiana del primo Novecento, capace di esprimere una personalità estrosa e creativa che non si adeguò ai canoni imposti dalla cultura e dal potere fascista, preferendo l’innovativo filone dell’arte razionale.

Questa sua scelta lo portò ad esprimersi secondo un registro stilistico che sfociò in esempi di architetture e di artigianato proto-razionali (secondo la giusta definizione di Mantovani) che superavano le convenzioni stilistiche e i gusti imperanti del tempo.
Soffermandosi sui progetti che potremmo definire di design, si deve notare come Camillo Bertolini dimostrò, grazie ad uno spiccato interesse per la grafica e per quel “design industriale” che in personaggi come Giò Ponti, Emilio Lancia e gli altri esponenti della corrente dello Stile 1925, la capacità di portare anche nel reggiano un rinnovamento del gusto artistico di un territorio ancora fortemente legato alla tradizione ottocentesca ma che in alcune personalità (come nel caso di Bertolini) guardavano con interesse all’idea del funzionale e seriale non disgiunta da quella del bello.

I suoi progetti non vengono tradotti in prodotti industriali, ma realizzati tramite il laboratorio artigianale del correggese Fortunato Manicardi e figli.
Mobili componibili e scomponibili a piacimento, camere da letto con tutti gli accessori e i complementi d’arredo, mobili-bar e apparecchio-radio rivelano tutti un gioco sapiente dei vuoti e pieni, di chiari e scuri, di materiali differenti e pregiati che costituiscono una caratteristica saliente di questa fase progettuale.
Fase progettuale che si evolve gradualmente, dagli anni Quaranta, in uno stile più schematico che denota, soprattutto nell’uso dei materiali e nelle forme di taluni mobili, la profonda influenza di Alvar Aalto. Poltrone in legno curvato, mobili in tubolare metallico compaiono sempre più spesso nei progetti di Bertolini che qui rivela appieno tutta la sua capacità grafica e inventiva.
Scrive Alessandra Mantovani:
Bertolini si esprime al meglio, grazie alla sua capacità grafica: vi sono armadi, lampade  stelo, apparecchi musicali, attaccapanni,poltrone, tavoli, scrivanie d’ufficio, toelette. La semplicità e la funzionalità sono caratteristiche che non abbandoneranno lo stile di Bertolini: l’omologazione delle sue opere in un certo linguaggio stilistico è dovuta al suo credo ideologico nei confronti del pensiero razionalistico, anche dopo la scomparsa del movimento …

Quella che potrebbe sembrare una “posizione di retroguardia”, in realtà, fu certo un limite, ma che trova Bertolini in buona, ottima compagnia. E’ l’intero panorama delle arti decorative in Italia dei primi anni Cinquanta che rivela una fase di immobilismo, di stallo che solo dal 1952, tre anni prima che Camillo Bertolini morisse dopo una dolorosa e lunga malattia, sarà superato.
Se il periodo più fecondo per Bertolini furono gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, egli, che non aderì mai all’arte fascista, aderì al razionalismo perché le teorie di purezza e di ritorno alle linee semplici si contrapponevano alla pesantezza pesudo-barocca allora in auge e che non si conciliavano con la sua visione dell’architettura.

Teorico e filosofo dell’architettura, raffinato designer, Camillo Bertolini merita dunque di essere annoverato a pieno titolo tra i protagonisti della scena cultura correggese e reggiana della prima metà del Novecento.

Per approfondire: 

A. Mantovani, Il fondo Camillo Bertolini nel Museo civico di Correggio, in società di Studi Storici, La ricerca storica locale a Correggio. Atti della Pì  giornata di studi storici , Felina 2014, pp. 55 - 72 ( con completa bibliografia antecedente).

 
 
 
Gabriele Fabbrici.
 
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