Musei Il Correggio

Il Convitto Nazionale: da convento a polo scolastico.



Febbraio 1557: Correggio vive una delle pagine più drammatiche della sua storia. L'approssimarsi delle truppe estensi che di lì a due mesi avrebbero stretto d'assedio la città, indusse i da Correggio a decretare una massiccia "tagliata", cioè la demolizione di tutti gli edifici, civili e religiosi, vicine alle mura che proteggevano il borgo. Tra i diversi complessi ecclesiastici demoliti, vi era il convento dei Padri Domenicani, costruito fuori della città nei pressi di Porta San Giovanni (conosciuta anche come "Porta Modena") nel 1503., conla chiesa dedicata a SAnta Maria delle Grazie. Pochi anni più tardi, nel 1561, grazie anche alle sollecitazione del correggese cardinale domenicano Girolamo Bernieri (di cui in museo sono conservati due preziosi ritratti, uno di Lavinia Fontana e l'altro, a mosaico, di Arminio Zuccato), i da Correggio autorizzarono i Domenicani ad acquistare numerosi edifici per demolirli e costruire un nuovo convento, le cui prime notizie risalgono al 1567, mentre quelle relative alla chiesa di San Domenico sono del 1580. I lavori si protrassero a lungo, praticamente per buona parte del Seicento, anche per le continue esigenze di ampliamento dell'edificio a seguito dell'aumento del numero dei frati in seguito all'apertura del noviziato. Solo nel 1750 si può dire che il convento, con il termine dei lavori relativi alla chiusura del primo chiostro, risulti completo nelle sue parti essenziali. Pochi anni dopo, il contrasto crescente fra il Duca di Modena e l'Ordine Domenicano spingerà questo prima a trasferire il noviziato a Modena (1769) e poi, dopo la soppressione decretata nel 1783, ad abbandonare per sempre la città.

Il 1783 è un anno di capitale importanza per la storia non solo dell'edificio, ma anche di Correggio. Poiché Ercole III d'Este mirava ad istituire nel Ducato di Modena e Reggio un Collegio civico-nazionale, l'essersi reso disponibile l'immobile lo indusse ad aprirlo proprio a Correggio, affidandole alle cure dei Padri Scolopi, che fin dal 1722 insegnavano in città nel casamento occupato un tempo dalla Confraternita di San Giuseppe, oggi sede del Palazzo Municipale.

Il Convitto estense ebbe vita breve, solo 27 anni, dal 1787 al 1810, anno della soppressione da parte della Municipalità. Nei locali un tempo degli Scolopi vennero aperte scuole pubbliche sostenute dal la Comunità e, nel 1817-'18, il Ginnasio. Il 4 novembre 1819, il duca Francesco IV d'Este inaugurò solennemente il nuovo Collegio-Seminario degli Oblati, in cui insegnò Don Giuseppe Andreoli, martire dei moti del 1821. La vita del Collegio fu alquanto stentata. Commissariato nel 1840, venne riaperto nel 1844, ma nuove difficoltà si affacciarono sul finire degli anni Cinquanta. Gli anni immediatamente successivi all'Unità Nazionale furono all'insegna di un aspro contenzioso tra il Comune e il Vescovo di Reggio in merito alla gestione del collegio e nel 1870 il Ministero della Pubblica Istruzione ne decretò la definitiva laicizzazione  e intitolazione ad Antonio Allegri, che dieci anni più tardi venne cambiata con quella a Rinaldo Corso, che ancor oggi mantiene.

Pareggiato il Liceo nel 1885, nel 1888 tutte le scuole regie venne accorpate nel Convitto Nazionale che superò, non senza difficoltà, una nuova crisi nel 1893.

Se il Ginnasio-Liceo rimaneva il fulcro del Convitto, nel 1905 la scuola tecnica viene pareggiata alle governative e nel 1934 nasce l'Istituto Tecnico Inferiore.

Nell'immediato dopoguerra, una nuova, gravissima crisi minacciò la sopravvivenza del Convitto. Pochi convittori, solo due classi elementari, ma nel 1952-'53 l'apertura dell'Istituto di indirizzo tecnico-amministrativo dove gli studenti potevano diplomarsi in ragioneria che il Convitto gestì direttamente fino al 1962.

I decenni che seguirono furono ricchi di grandi novità: l'istituzione della Scuola Media nel 1983, del Liceo Scientifico nel 1988 che nel 1995 venne staccato a annesso al Liceo Classico "R. Corso".

Superati i danni e il trauma del terremoto del 1996, gli anni seguenti videro la nascita della sezione femminile, dell'IPSIA e l'annessione dell'Istituto "Motti", indirizzi turistico, alberghiero e agro-alimentare.

Il resto è storia di oggi.

Il Convitto, con la sua forte tradizione educativa (dalle Accademie settecentesche allo splendido, sebbene oggi martoriato, teatrino), con il suo imponente complesso monumentale e la meravigliosa adiacente chiesa di San Giuseppe Calasanzio, costituisce una delle emergenze storico-architettonico e culturali di Correggio.
 
Gabriele Fabbrici
 
Per approfondire
Una completa rassegna sulla bibliografia antecedente è in A. Ghidini (a cura di), Una comunità educante nel cuore di Correggio: il Collegio Convitto "Rinaldo Corso" dagli Scolopi ad oggi, Correggio 2007.
 
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