Musei Il Correggio

La storia degli allestimenti: dalle origini alla fine dell'800

L'occasione di un piano di ristrutturazione della Galleria e di sistemazione del patrimonio storico-artistico si presentò nel 1880 in concomitanza con l'inaugurazione del monumento al Correggio eseguito dallo scultore Vincenzo Vela. Il progetto prevedeva, oltre al restauro delle tre sale del lato occidentale al piano d'onore, in cui avevano trovato collocazione gli arazzi e le incisioni del Toschi, il recupero di un quarto ambiente da destinare alle copie dei quadri dell'Allegri che erano state trasferite nei locali della Scuola di disegno (per lasciare il posto alle incisioni). Non risulta nessuna indicazione sulla collocazione dei ritratti degli uomini illustri e di altri dipinti così come della piccola raccolta di incisioni degli artisti correggesi. Conferiva notevole pregio all'intero progetto l'intervento del pittore Andrea Capretti per le decorazioni della sala del Consiglio e della saletta attigua (destinata agli arazzi) in stile Cinquecento a chiaroscuro, per l'affresco della volta dell'altra sala degli arazzi con ornati alla raffaellesca nonché per la leggera ornamentazione sempre a chiaroscuro dell'atrio, scalone e vestibolo.
Le finalità dichiarate erano quelle del decoro dell'edificio municipale, della conservazione del patrimonio storico-artistico e, in genere, delle memorie patrie. In quella circostanza l'atrio si era arricchito di materiale lapideo e di stemmi della signoria correggesca. Era stata inoltre opportunamente acquistata una Pianta della città di Correggio, dipinta ad olio su tela in assonometria verso il 1630, di notevole interesse storico. Al termine dei lavori le raccolte risultarono allestite in conformità al progetto, come è del resto documentato nell'opuscoletto “Guida del Palazzo Comunale” (1880), in quattro sale: la galleria delle incisioni con quarantadue tavole del Toschi e della sua scuola, la galleria dei quadri con cinquantadue copie dai dipinti del Correggio, una prima sala degli arazzi con la serie dei giardini e una seconda sala con la serie delle cacce e due candelliere. L'arredo di ogni ambiente era stato predisposto con gusto particolare: divani, poltrone, sedie, rideau e portiere in stoffa gialla nella galleria delle incisioni, in stoffa rossa nella prima sala degli arazzi e nocciola nella seconda. Per l'illuminazione degli ambienti erano state collocate lumiere dorate e bronzate a tre luci fornite dalla ditta Pandiani di Milano.
Un inventario del 1899, che elenca sommariamente i diversi oggetti presenti in ogni sala o ufficio del Municipio, testimonia i mutamenti avvenuti negli ultimi due decenni dell’Ottocento. Si attenuano i primitivi entusiasmi indirizzati al recupero delle memorie storico-artistiche ed ai tentativi di adeguamento degli spazi per la loro sistemazione. La Galleria dei quadri viene smantellata, molte opere vengono sparse nei vari uffici comunali e un consistente numero di dipinti, non identificati (un nucleo doveva essere la raccolta dei ritratti dei correggesi illustri), viene relegato nelle soffitte.
Questo stato di fatto fu l’innesco di un dibattito tra le forze politiche cittadine che, iniziato alla fine del secolo, si trascinò lungo i primi due decenni del Novecento. Perno principale del dibattito, avviato e alimentato dai radicali sul loro giornale “Il Risveglio Democratico" e rintuzzato con strategia dilatoria dell'amministrazione liberal-moderata facente capo all'on. Vittorio Cottafavi, fu la proposta di allestire una galleria nel Palazzo dei Principi per trasferirvi i depositi artistici conservati in Municipio tra disordine e abbandono. Veniva proposto in prima istanza il problema dell'individuazione di una sede adeguata mentre per altro verso cominciava ad affiorare la connessione con gli aspetti di tutela del patrimonio. Gradatamente la Giunta arrivò ad assorbire tali proposte e nel secondo decennio del Novecento fece propria l'idea di costituire una pinacoteca nel Palazzo dei Principi anche se l'opinione cittadina non era stata sufficientemente sensibilizzata e addirittura la maggioranza consiliare aveva espresso parere contrario.
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